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L'AQUILA, SU 1.000 CONTROLLI IL 30% DEGLI
EDIFICI E' INAGIBILE

L'AQUILA - Il 30% di edifici inagibili, il 50% agibili e il 20% parzialmente inagibili ma su cui si può intervenire con interventi minimi. E' il bilancio che emerge da circa un migliaio di verifiche di agibilità e stabilità sugli edifici dell'Aquila e della provincia effettuati in questi giorni. Al momento, ha spiegato il dirigente della Protezione Civile, Titti Postiglione, si è proceduto seguendo un unico criterio: cinturare i centri storici, dell'Aquila e dei paesi della provincia che hanno subito i danni maggiori, e rimandare a un secondo momento le verifiche su queste zone, mentre si è iniziato dalle strutture delle zone periferiche e semicentrali del capoluogo abruzzese e degli altri centri. Ed è da queste verifiche che è emerso che il 30% degli edifici non sarà più agibile. Per quanto riguarda invece quel 20% di strutture "agibili con provvedimenti - ha spiegato Postiglione - bisognerà intervenire con degli accorgimenti e degli interventi minimi che potranno consentire il ritorno all'agibilità. Si tratta comunque di interventi che richiederanno "tempi lunghi". "Ci vorranno numerose settimane" conclude Postiglione.

Sono oltre 1.500 i tecnici del sistema di Protezione civile nazionale al lavoro in questi giorni per le verifiche di agibilita' degli stabili dell'Aquila e dei paesi limitrofi. Dei primi mille sopralluoghi, 805 hanno riguardato gli edifici residenziali, 31 le scuole, 86 gli edifici pubblici e 127 quelli per attivita' produttive. Dopo le prime verifiche, il 30% degli edifici sono stati considerati inagibili, il 50% sono considerati agibili, mentre il restante 20% riguarda strutture parzialmente inagibili ma su cui si puo' intervenire con interventi minimi. I tecnici appartengono prevalentemente a vigili del fuoco, Regioni, enti locali e universita' italiane, che operano nell'ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica. Le squadre, ciascuna composta da due o tre tecnici, hanno cominciato le prime verifiche nelle zone meno danneggiate per poi proseguire gradualmente in quelle piu' colpite. Le prime squadre operano gia' dal 7 aprile.

Edifici pubblici, ospedali e scuole dell'Aquila e provincia sono stati tra i primi ad essere esaminati dai tecnici. Per far ripartire al piu' presto le attivita' produttive, sono stati effettuati sopralluoghi anche nei servizi commerciali e nelle fabbriche. Le verifiche - che proseguiranno nei prossimi giorni - sono state effettuate, oltre che in alcune zone del centro storico, anche in diverse frazioni e paesi limitrofi (Villa Sant'Angelo, Paganica, Rocca di Mezzo, Roio Poggio). Nel caso di immobili privati (residenze, uffici, negozi) non e' necessario che i cittadini facciano richiesta di sopralluogo, poiche' si sta procedendo ''a tappeto'' su tutti gli edifici. Per consentire alle squadre di rilevamento di accedere alle abitazioni, i cittadini la cui zona e' interessata dalle verifiche dovranno recarsi nel punto di ''organizzazione e informazione'' nel Piazzale del supermercato Coop e nel Parco Unicef.

LA PROCURA NOMINA UN POOL PER VERIFICHE
dell'inviato Matteo Guidelli

Ingegneri per capire come sono stati costruiti i palazzi, geologi per analizzare la qualita' del terreno su cui sono stati edificati, chimici per individuare eventuali falle nella composizione dei materiali utilizzati nella realizzazione delle strutture. Comincia a muoversi l'inchiesta aperta dalla procura dell'Aquila dopo il terremoto: i magistrati hanno conferito ad un pool di esperti l'incarico di effettuare le perizie sui palazzi, pubblici e privati, che si sono sbriciolati lunedi', con l'obiettivo di accertare eventuali responsabilita' penali. Un team che e' gia' al lavoro e che sara' coadiuvato dalla polizia giudiziaria cui spettera' il compito di acquisire tutta la documentazione relativa alla ''storia'' degli edifici crollati, dalla progettazione alla scelta dei materiali, dalla gara per l'assegnazione dei lavori ai subappalti, alla realizzazione vera e propria. Documentazione che finira' assieme alle perizie nel fascicolo aperto dal procuratore capo Adriano Rossini e dal sostituto Fabio Picuti, in cui si ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo.

Al momento, assicurano fonti investigative e giudiziarie, non ci sono nomi nel registro degli indagati. Cosi' come non sono stati ancora sotto sequestro gli edifici lesionati e le macerie di quelli crollati: la priorita', si sottolinea in ambienti giudiziari, resta infatti quella di permettere la conclusione delle operazioni di soccorso e di recupero dei beni. Il pubblico ministero Picuti oggi ha prima riunito gli investigatori per fare il punto sulle indagini e successivamente ha effettuato alcuni sopralluoghi per rendersi conto di persona delle situazioni piu' gravi. Quel che e' certo e' che le prime mille verifiche fatte su edifici in zone periferiche e semicentrali della citta' dicono che il 30% dei palazzi e' inagibile. Significa che quando si arrivera' al centro storico si raggiungera' verosimilmente il 70-80%. La Procura procedera' dunque per step: prima si analizzeranno gli edifici pubblici che sono crollati o hanno subito lesioni tali da essere evacuati: la prefettura, ma anche l'ospedale e il tribunale. E proprio sull'ospedale si concentra l'attenzione degli inquirenti, visto che l'edificio risulta avere ancora un'agibilita' parziale, cioe' soltanto reparto per reparto ma non complessiva. Un problema, dicono i manager della Asl, dovuto ad un lungo iter burocratico che non si e' ancora concluso e legato all'accatastamento dello stabile, ma sul quale i magistrati vogliono vederci chiaro. Attenzione che, ovviamente, e' concentrata anche su quegli edifici privati che sono venuti giu': la Casa dello studente prima di tutto e le altre abitazioni in via XX Settembre.

Nei prossimi giorni i magistrati ascolteranno anche i sopravvissuti ai crolli per capire se avessero segnalato ai proprietari degli stabili crepe nei muri o distacchi di intonaci dovuti allo sciame sismico che da mesi sta interessando L'Aquila. Aspetto che, secondo l'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, e' reale e concreto. ''Credo ci siano delle responsabilita' ben precise'' perche', dice, ''sono stati ignorati segni evidenti di allarme''. Anche Sergio Bianchi, padre di Nicola, studente di 22 anni morto nel crollo della palazzina in via D'Annunzio all'Aquila, ha scritto una lettera aperta per capire perche', nonostante nella zona si registrassero scosse sismiche fin da gennaio, nessuno abbia preso provvedimenti. ''Ho visto i muri del palazzo-tomba di Nicola - afferma - con alcune lesioni. Ho chiesto spiegazioni a tutti, dal proprietario ai vicini e mi hanno risposto di stare tranquillo, che la situazione era sotto controllo. I nostri ragazzi che vivevano al civico 11 di via Gabriele D'Annunzio e gli altri che alloggiavano nelle palazzine vicine erano tranquilli, perche' noi genitori gli avevamo trasmesso la serenita'''. Nicola, denuncia il padre, ''e' stato ucciso come tutti gli altri dall'imprudenza delle istituzioni''. E c'e' un terzo filone di inchiesta, anche se al momento viene lasciato in secondo piano. E' quello che riguarda la ricostruzione, una partita che portera' all'Aquila milioni di euro e su cui potrebbe concentrarsi l'attenzione della criminalita' organizzata. Ci sara' dunque un attento e costante monitoraggio di tutte le gare d'appalto e si indaghera' anche a monte sulle societa' che intendono parteciparvi.

LA PREFETTURA VALUTA IL PROBLEMA DELLE ELEZIONI
- La Prefettura dell'Aquila sta valutando il da farsi per quanto riguarda lo svolgimento delle elezioni previste per il prossimo 7 giugno. In Abruzzo, infatti, si dovrà votare non solo per le Europee, ma anche per il rinnovo delle quattro amministrazioni provinciali, compresa quindi quella dell'Aquila.

Alle urne dovrebbero essere chiamati anche i cittadini dei Comuni di Pescara e Teramo, nonché quelli di numerosi Comuni più piccoli, molti nell'aquilano. Il capo di gabinetto della Prefettura dell'Aquila, Rinaldo Pezzoli, spiega all'ANSA che il problema è stato messo urgentemente all'ordine del giorno.

"La situazione effettivamente è complessa - dice Pezzoli - e stiamo dunque cercando di trovare la soluzione migliore. Non è stata presa ancora nessuna decisione operativa, ma certo il problema dovrà essere risolto rapidamente".


http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2763087.html

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