L'AQUILA DISCUTE NEW TOWN, SINDACO PERPLESSO

(Dell'inviato Leonardo Nesti)
L'AQUILA - Con il 'rilancio' di Berlusconi, L'Aquila, in mezzo ai mille problemi provocati dal terremoto, ha cominciato a discutere sulla new town. La Nuova Aquila è però un concetto che lascia perplesso Massimo Cialente, sindaco del Pd del capoluogo abruzzese che preferirebbe veder usate le risorse per rimettere in piedi il centro storico e per dare ordine alla periferia. Più possibilista, invece, il presidente della Regione Gianni Chiodi (Pdl) che però sottolinea l'importanza di non abbandonare il centro. Le perplessità derivano, fondamentalmente, da due motivi. Il primo è il timore per l'abbandono del centro storico.
Quella città fantasma che in questi giorni inquieta chi all'Aquila è nato e cresciuto è un incubo che tutti vogliono rimuovere. Cercando di far tornare a vivere in fretta quel centro storico che ha bisogno di immani lavori di ricostruzione e consolidamento. Il secondo è di natura ambientale e urbanistica: L'Aquila ha un territorio comunale vastissimo, ma ha avuto uno sviluppo un po' disordinato nelle periferie, soprattutto ad ovest. E non è semplice individuare un'area abbastanza grande e con le caratteristiche necessarie a farci nascere un'Aquila Due, come ipotizzata da Berlusconi. Per il momento nessuno si sbilancia sull'area in questione. Quella lanciata dal presidente del consiglio è un'ipotesi nata per rispondere all'emergenza e per utilizzare uno strumento previsto nel piano casa. A tre giorni dal sisma, nessuno ha fatto verifiche di fattibilità né elaborato programmi di massima. Una delle idee che balza in testa agli addetti ai lavori è Coppito, dove c'é la sede della Guardia di Finanza che in questi giorni serve da base operativa alla protezione civile, circa cinque chilometri dal capoluogo, verso nord ovest, non lontano dall'uscita dall'autostrada. Ma proprio quella è una delle aree urbanisticamente meno ordinate.
Fra quelli che, al momento, si dicono contrari a una Nuova Aquila c'é il sindaco Massimo Cialente. "La città - ha detto - ha la periferia particolarmente disordinata, costruita soprattutto per lottizzazioni. Questa è anche l'occasione per rimettere ordine. Noi dobbiamo ricostruire un tessuto urbanistico e coinvolgeremo in questa operazione anche grandi architetti. C'é poi il rischio di spopolare il centro". "L'Aquila - ha aggiunto - vuole rinascere e trovarsi più bella di prima a partire proprio dal centro. Io non sono in contrapposizione con Berlusconi, trovo ad esempio molto interessanti i meccanismi di finanziamento. Ma la sua idea può funzionare in grandi città , qui è un problema. Possiamo invece pensare alla costruzione di una cittadella universitaria". Il presidente della Regione Giovanni Chiodi ha promosso l'idea di una new town, che deve andare di pari passo con il consolidamento del centro storico. Secondo Chiodi è necessario ricostruire il centro storico, ma la new town potrebbe essere una risposta efficace alle emergenze. Chiodi ritiene tuttavia che l'idea della new town e quella della riqualificazione del centro non debbano escludersi una con l'altra.
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