MARONI: FINO A PASQUA RICERCHE SOTTO LE MACERIE

(dell'inviato Matteo Guidelli)
L'AQUILA - Ufficialmente sono dispersi: senza un miracolo sono altri morti che andranno ad ingrossare l'interminabile lista delle vittime del terremoto. Sono una decina, ancora, quelli da trovare tra L'Aquila e la provincia. Uomini e donne. Nessuno sa dove siano, o meglio, nessuno sa sotto quante macerie siano sepolti. "Scaveremo fino a Pasqua" ha detto oggi il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Per cercare loro, i dispersi, per continuare a coltivare la speranza o comunque anche solo per restituire quei corpi a familiari e amici. Difficilmente usciranno vivi, chi scava sa che sono le prime 48 ore quelle fondamentali. Se si supera quella fatidica soglia non dipende più dalla bravura dei soccorritori quanto dalle condizioni fisiche di chi sta sotto. E dalla fortuna. Tra i dispersi c'é Lorenzo Sebastiani, un ragazzone, pilone della squadra di rugby dell'Aquila. Era una promessa e di lui si sono perse le tracce dalle 3:32 di lunedì quando in venti secondi è venuto giù mezzo centro storico dell'Aquila. Le macerie, intanto, continuano a restituire cadaveri, tanti.
E ancora una volta sono giovani. Così, se quella di San Giuliano di Puglia è stata la tragedia dei bambini, sepolti sotto la loro scuola crollata, questa dell'Aquila è la tragedia degli studenti. Diciassettemila sono i fuorisede che studiano in città , 27mila gli universitari. In tanti sono morti sotto le macerie. I morti continuano a spuntare dalla Casa dello Studente, dove ormai si è smesso di cercare con i cani e si cerca di abbattere prima possibile quello scheletro diventato uno dei simboli del terremoto. Da lì è stato estratto un giovane israeliano. E spuntano, le vittime, dalle case di via Don Sturzo, via XX Settembre, Villa Gioia. I corpi di due donne li hanno tirati fuori all'alba; Giulia Cardinale, 23 anni di Arpino, è uscita verso mezzogiorno e una signora di 81 anni l'hanno trovata nel pomeriggio nella zona di Porta Napoli. Anche la palazzina di cinque piani sotto Villa Gioia dove ieri sera è stata estratta viva Eleonora, dopo 42 ore di incubo, continua a restituire cadaveri. I vigili del fuoco hanno trovato prima un ragazzo e una donna e poi Enza, l'amica di Eleonora, che non ce l'ha fatta. In quella palazzina, però, potrebbe esserci ancora qualcuno. Lo hanno fiutato i cani. Disperso, appunto, in attesa che le ore e la burocrazia, senza un miracolo, lo trasformino in morto. |