POL - L'Aquila, l'Italia in lutto si stringe attorno alle vittime
La commozione delle Istituzioni, Berlusconi tra i parenti

Roma, 10 apr (Velino) - Per L'Aquila e l'Abruzzo intero è la giornata del dolore: alle 11 sono cominciati i funerali di Stato di 205 delle 289 vittime del terremoto, che nella notte tra domenica e lunedì ha sconvolto la regione. Il bilancio si è aggravato con il ritrovamento dei corpi di due donne in via Roma (nel centro storico del capoluogo abruzzese) sorprese da un nuovo crollo nella propria abitazione mentre rientravano in casa per prendere alcuni vestiti.
IL MESSAGGIO DEL PAPA - Nel giorno di lutto nazionale funerali in diretta tv su numerosi network. A celebrare la funzione nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, piccolo centro alle porte dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari e tutti i vescovi di Abruzzo e Molise. La cerimonia è presieduta dal segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Il Papa ha voluto far sentire la propria presenza anche con un messaggio che è stato letto dal segretario personale monsignor Georg Gaenswein. “Questo è il momento dell'impegno, in sintonia con gli organismi dello Stato, che già stanno lodevolmente operando. Solo la solidarietà può consentire di superare prove così dolorose. Sono certo che con l'impegno di tutti si può far fronte alle necessità più impellenti” scrive Benedetto XVI assicurando che “la Santa Sede intende fare la sua parte, unitamente alle parrocchie, agli istituti religiosi e alle aggregazioni laicali”. Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno del Venerdì Santo in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesù, è arrivata la dispensa straordinaria del Pontefice. Sono circa cinquemila le persone che stanno partcipando ai funerali. La stima delle forze dell'ordine include i 1.600 parenti ammessi alla cerimonia, gli undici vescovi e i cento sacerdoti abruzzesi e molisani, i rappresentanti dei 305 comuni, delle quattro province e dell'amministrazione regionale. (segue)
BERLUSCONI FRA I PARENTI DELLE VITTIME - Quattro file interminabili di bare con un’orchidea appoggiata sopra ognuna e il nome stampato su un foglio bianco. Nel grande piazzale, che ha un’estensione simile a quella di piazza San Giovanni a Roma, davanti all'altare sono state sistemate centinaia di sedie per i familiari. Per le autorità, invece, uno spazio defilato alla destra dell'altare, per lasciare il maggior spazio possibile ai parenti delle vittime. Presenti le alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e di Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Ci sono anche i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Nell'enorme piazzale presenti anche il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il vicepresidente della commissione Europea, Antonio Tajani. Numerosi i rappresentanti dell'opposizione come il segretario del Pd Dario Franceschini, il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero e quello dell'Unione di centro, Lorenzo Cesa. Partecipa alla cerimonia anche il premier Silvio Berlusconi, presente sui luoghi della tragedia fin dal primo giorno: il presidente del Consiglio ha scelto di assistere alla funzione seduto fra la gente, fra i parenti delle vittime. Poi, durante la distribuzione dell'Eucarestia, ha raggiunto la parte della piazza riservata alle autorità. Brevissimo rito musulmano al termine dei solenni funerali per le vittime del terremoto in Abruzzo. Sei i caduti musulmani, di cui due palestinesi. A leggere un breve messaggio l'imam Mohammad Nur Dachan, presidente dell'Unione delle comunità islamiche italiane, intervenuto “nel nome dell'unico Dio”. L’imama ha espresso “un grandissimo dolore per i fratelli e le sorelle, giovani e bambini rimasti vittime del terremoto” e la solidarietà per i parenti delle vittime e per i sopravvissuti: “Ci stringiamo a loro in un unico abbraccio, uniti come cittadini e religiosi con valori e ideali comuni. L’Abruzzo torni a essere fiorente e vivo con tutti i colori e i profumi dei suoi abitanti”.
UNA NUOVA SCOSSA - Ieri sera ancora una violenta scossa, intorno alle 21.40, la quarta per intensità, con magnitudo 4.9 della scala Richter. L'epicentro è stato individuato a tre chilometri dal comune di Capitignano, a nord dell'Aquila. La scossa è stata avvertita fino a Roma. Ancora una volta, però, a farne le spese maggiori è stata L'Aquila dove è crollata un'altra palazzina del centro, in via Roma.
(Remo Urbino) 10 apr 2009 12:00
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